Web Agency Napoli
Proust
home /

Bio

RAFFAELLA CAMPOLIETI - PITTRICE Cenno Biografico

La pittrice Raffaella Campolieti è nata e vissuta tra due mari, poiché, napoletana verace di origine, ha trascorso gran parte dei suoi anni al Lido di Venezia. Ed è proprio la vista quotidiana del mare aperto, dice lei, "che mi ha spinto a riprendere un mio sogno dell'adolescenza: dipingere".
Marine, scogliere, natanti? Tutt'altro!
Il paesaggio pittorico di Raffaella Campolieti è il volto (femminile di preferenza), con focus nello sguardo.
Sì, il mare di Napoli come quello di Venezia potevano benissimo fungere da ambiente stimolante, ma a servizio di una vocazione figurativa indirizzata ai moti più tipici e gelosi dell'animo femminile.
Molti anni dopo, nel 2004, di fronte alla mole di immagini, di ritratti, di figure storiche (tutti partoriti dal fecondo pennello dell'artista) il noto critico Luciano Caprile notava che "gli sguardi dei personaggi di Raffaella Campolieti, provenienti da volti impassibili, prima di riflettere qualcosa di sé, penetrano nell'anima di chi osserva e la perlustrano, la indagano, la conquistano. Le regole del gioco dunque, si ribaltano".
Ma siamo nel 2004 (data del catalogo Perla Ediz.) e tante cose, mostre, fiere, acquisti, sono ormai avvenute, da quando il maestro Enzo D'Ambrosi ("la cui arte è encomiabile, di felice espressione coloristica" come scriveva Virgilio Guidi nel 1974) impartì le prime lezioni alla Campolieti.
Anni di apprendistato, di prime prove. Finchè lei si decise ad apparire in pubblico: nella galleria S.Vidal di Venezia, con cinque ritratti di donne, quindi nella Collettiva di Mestre, alla Galleria "Neopalao".
Il suo lavoro, quei suoi volti femminili "impassibili" e dal "collo lungo alla Modigliani" erano stati notati dal critico lagunare Paolo Rizzi. Il quale celebra, nella storica Galleria Santo Stefano di Venezia (la galleria di De Chirico quando compariva in laguna) l'ufficiale ingresso in arte di Raffaella. E' una personale con ben trenta immagini di donne. Siamo nel gennaio del 2002.
Vine notata ora dal gallerista e direttore di "Arte-In" Giancarlo Calcagni, che la spedisce al Palazzetto Dell'Arte di Foggia.
Il patrimonio è cresciuto enormemente: Raffaella vi arriva con una personale di 60 pezzi: immagini di donne, personaggi del mondo della cultura, più i cinque Re Borboni di Napoli e relative consorti (12 in complesso). Questa volta presentatosi entusiasta è lo storico d'arte nonché pittore Franco Batacchi.
L'anno dopo, nel 2003, tale presenza si ripete con successo al Golf Club di Asolo (TV) e nella storica casa di Gaja da Camino a Portobuffolè (TV): presentatore Prof. Bruno Rosada.
Il lavoro storico-figurativo dei coniugi Raffaella e Giuseppe Campolieti (autore di biografie storiche sui Re Borbone presso Mondadori) poteva mancare all'appuntamento napoletano? E' difatti la "Saletta Rossa" di Guida a Port'Alba che li accoglie nel 2003: presenti Prof. Luigi Mascilli Migliorini, Dott. Pierantonio Toma, Riccrado Pazzaglia.
Ma un vero e proprio avvenimento è la grande mostra napoletana a Palazzo Partanna, sede de "Il Denaro", nel 2005.
Donne, ritratti, personaggi, Borboni di Raffaella Campolieti riempiono tre sale e riscuotono enorme successo. Tra le vendite singole spicca l'acquisto da parte della Fondazione Banco di Napoli, dell'intero gruppo dei Borboni (12 tra re e consorti), che sono in esposizione permanente nell'anticamera dello studio del presidente, Prof. Adriano Giannola.
Gli stessi 12 quadri appariranno al "Galassia Gutenberg" del 2005, padiglione del Banco di Napoli.
La condivisione "coniugale" circa la storia e la cultura delle due città vissute (Napoli e Venezia) frutta una nuova impresa pittorica di Raffaella Campolieti: "Le Venexiane da Caterina Cornaro a Peggy Guggenheim": 30 ritratti "ricostruiti" anche con lavoro filologico.
Anche qui una specie di preambolo nella personale della Galleria San Giorgio di Mestre, ma il trionfo è nella grandiosa Villa Nazionale Pisani di Stra, sulla riviera del Brenta, dove "Le Venexiane" si accompagneranno ad un'altra cinquantina di "Donne e ritratti di personaggi dell'arte e della cultura".
Scrive Paolo Rizzi: "Ecco sfilare di fronte a noi donne famose, da Caterina Cornaro a Gaspara Stampa, da Veronica Franco a Rosalba Carriera: ognuna diversa e curiosamente simile alle altre: come tanti tasselli di un unico mosaico".
La ritrattistica storica sembra coinvolgere sempre più Raffaella Campolieti, accanto alle mitiche "Donne", che lei non tradisce mai.
E dunque segue la personale "I Miti" al Centro Culturale Candiani di Mestre (Pasolini, D'Annunzio, Brecht, Duse ecc.: novembre 2005); quindi i 30 "ritratti" alla Nuova Galleria ArteVision di Mestre (2006), la presenza ad Arte Fiera di Padova (con Paolo Rizzi, Ottobre 2006) ed infine (Febbraio 2007) gli Stati Uniti. Ecco la presenza di Raffaella al Watchung Art Center di Scotch Plains NJ USA (J.F.Kennedy, Wharol, Marilyn Monroe col giovane di successo Giovanni Allevi).
A Venezia tornano "Le Venexiane" nello spazio Eventi Mondadori (Marzo 2007); però per l'artista l'evento elettrizzante è al teatro La Fenice (Luglio 2007), dove consegna personalmente a Pina Bausch commossa il ritratto che le ha fatto.
Nell'estate del 2007 Raffaella Campolieti è presente alla Rassegna Internazionale di Pittura di Ravenna. Il suo "Omaggio a Teodora", immagine estrapolata dal famoso mosaico, prima di essere acquisita dalla locale Associazione Industriali, viene esposta a Forlì ed in Croazia, alla Galleria Storica di Parenzo.
Il ritorno nella sua città (Ottobre 2007) segna un'ulteriore tappa importante nella carriera di Raffaella. Dopo un appassionato lavoro di ricerca e di utili sopralluoghi, vi porta in Palazzo reale, nelle Sale Leopardi "Napoli e la Belle Epoque".
Ben quaranta ritratti e figure d'epoca, quai tutti legati alla Sala Margherita fine secolo/primi del novecento. Lo splendido catalogo è arricchito da foto di Mimmo Jodice, brani della Serao, scritti critici.
Nota il Prof. Mauro Giancaspro: "I personaggi che la Campolieti ha scelto, traendoli dal mondo dello spettacolo, o dalla folla che gremisce le platee, sembrano pronti a raccontare ai visitatori della mostra, la loro storia, i luoghi, i loro incontri. Basterebbe allo spettatore interrogarli".
Seguono ancora tappe importanti.
Nell'aprile del 2009 si apre la fase torinese, con 18 ritratti (trascelti nel mondo gay dello spettacolo e della cultura) esposti alla Galleria ArteVision, via Santa Giulia; opere che saranno poi trasferite nel foyer del cinema Ambrosio.
Sempre nel 2009 la Biennale d'Arte veneziana (mostra collaterale Krossin di Porto Marghera) ospiterà 6 ritratti di "Donne" della Campolieti.
E poi ancora Napoli, alla "Saletta Rossa" di Guida, incontreranno il pubblico i tanti e suggestivi personaggi della locale "Belle Epoque" (è ormai il 2010 e ne parlano ai presenti il Prof. Mauro Giancaspro ed il giornalista Pierantonio Toma). Frattanto tra il 2010 ed il 2011, la singolare "Intragallery", nelle viscere dello storico Palazzo Bivona, a Chiaia, condotta dall'arch. Annamaria de Fanis, accoglierà ancora la "Belle Epoque" della Campolieti; ma, stante il successo presso il pubblico, ospiterà ancora la personale "Sguardi di donna".
Nota la giornalista Arianna Ziccardi: "Le donne della Campolieti non riescono a rappresentare le donne del nostro tempo, che lavorano e crescono figli, che soffrono, gioiscono, manifestano in piazza…". Le risponde il critico Nino D'Antonio: "La ricerca della Campolieti ha pochi precedenti, almeno per quanto concerne l'ampiezza e la profondità dell'immagine".
E pare però che proprio perché "donne senza identità", esse accendono polemiche e, alla fine, sono presenze che entrano in punta di piedi nell'ambiente che le accoglie.
L'artista sta preparando una Mostra da intitolare proustianamente "All'ombra delle fanciulle in fiore".
Il 20 Marzo 2012, nel noto ristorante chic di Padova "Ai Navigli", in concomitanza con la presentazione del libro di Giuseppe Campolieti "Storia di Polecinella Cetrulo il Giramondo" (Grimaldi & C. Editori, Napoli, 2011, Illustrazioni di Nello Esposito), da parte della nota scrittrice Antonia Arslam, ci sarà una personale di Raffaella intitolata "Icone" (personaggi gay della cultura).